Informativa: CASSA INTEGRATIVA – ALMA – FONDO PENSIONE FNM

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Comunicato ai lavoratori — Assemblea dei Delegati

CASSA INTEGRATIVA – ALMA – FONDO PENSIONE FNM

Il 28 aprile 2026 l’Assemblea dei Delegati della Cassa Integrativa FNM, di ALMA e quella del Fondo Pensione FNM hanno approvato i bilanci 2025. Durante queste riunioni sono state illustrate le principali scelte operative e regolamentari che riguardano soci e aderenti.

Di seguito un riepilogo pensato per chi vuole capire cosa cambia e cosa resta confermato.

Per la Cassa Integrativa, il 2025 ha segnato il completamento della transizione verso l’assistenza sanitaria esclusiva, a seguito del trasferimento delle attività non sanitarie ad ALMA II Welfare FNM. I risultati dell’esercizio evidenziano un percorso di gestione programmata delle riserve: l’anno si è chiuso con un disavanzo di € 534.355. Tale perdita, pur essendo significativamente inferiore a quella del 2024 (€ 1.964.443), ha comportato un prelievo dal “Fondo provvidenze” che ha portato il patrimonio netto a € 595.303 al 31 dicembre 2025.

La platea degli iscritti a Cassa Integrativa è di 6.880 persone (circa il 93% della popolazione aziendale). I contributi riferiti alla sfera sanitaria sono stati € 3.068.624 (+26% rispetto al 2024, considerando solo la sfera sanitaria) e le prestazioni erogate si sono attestate intorno a € 3,6 milioni: risorse che tornano ai soci e confermano la natura mutualistica dell’Ente.

Per garantire la sostenibilità nel medio periodo è stata emessa una nuova circolare, in vigore dal 01 maggio 2026, resa necessaria dopo anni di maggior erogazione in uscita rispetto alle entrate (smaltimento tesoretto accumulato) per garantire la sostenibilità e continuità degli equilibri di bilancio dell'Ente, tra contributi incassati e oneri potenziali. La stessa ha introdotto rimodulazioni di percentuali di rimborso, massimali dove mancavano, la calibrazione delle erogazioni dirette e interventi mirati sulle coperture per i pensionati.

La suddivisione dei contributi con “Alma”, nata senza un confronto preventivo con ORSA Ferrovie Lombardia ed i propri delegati, ha generato l’erosione del capitale accumulato negli anni e la non sostenibilità di molte prestazioni erogate dall’Ente Cassa Integrativa. Purtroppo la miopia di non voler coinvolgere chi rappresenta i lavoratori e coloro i quali hanno maturato da anni esperienza negli enti aziendali (sia in FNM che in FS) sta generando forti malumori tra gli associati agli Enti stessi.

Non risulta sufficiente, sul fronte operativo, che l’ente Cassa Integrativa abbia comunicato una significativa riduzione dei tempi di lavorazione delle pratiche (tempo medio di attesa intorno a un mese) e il potenziamento dei servizi digitali: il sito è stato aggiornato con una nuova sezione didattica-educativa e a breve sarà attivo il chatbot Cassy per risposte più rapide.

È necessario un cambio di gestione che coinvolga direttamente “ALMA” perché, seppur entrambi siano enti solidaristici con finalità volte all’aiuto reciproco, non bisogna dimenticare che sono oggetto di contributi aziendali dovuti ad accordi sindacali in materia di Welfare.

Per quanto riguarda ALMA, è emerso il dato gestionale, nel corso del 2025, di circa 5.550 prestazioni, ripartite tra interventi di welfare aziendale e prestazioni bilaterali, in modalità erogazione/rimborso e servizi, in linea con le previsioni normative e con gli obiettivi di sostegno alla comunità aziendale.

I risultati raggiunti testimoniano non solo l’ampliamento della platea degli utenti e un maggiore ricorso alle misure di welfare disponibili, ma anche una crescente consapevolezza del valore delle opportunità erogate dall’Ente.

Il valore complessivo delle prestazioni gestite, pari a € 1.762.944, evidenzia un impegno economico orientato a sostenere un ampio spettro di bisogni: dall’area formativa ai servizi per la famiglia, fino alle iniziative dedicate al benessere e alla cura della persona.

La nascita di ALMA e la conseguente ripartizione dei contributi aziendali sta creando un paradosso pericoloso. Mentre i servizi di welfare generico aumentano, si registra una cronica carenza di risorse per la sfera sanitaria. Il rischio reale è che si stiano sottraendo fondi alla salute — bene primario e non negoziabile — per finanziare servizi accessori (formazione, benessere, tempo libero) senza che ci sia stato un confronto con i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali sulle priorità. Non possiamo accettare che la tutela della salute venga indebolita per alimentare un paniere di servizi deciso unilateralmente e senza una visione d'insieme.

Per il Fondo Pensione la gestione patrimoniale 2025 chiude con un patrimonio complessivo di € 283.100.094, in aumento di € 17.039.622 rispetto al 2024. La composizione è prevalentemente sul comparto assicurativo (€ 274.446.894, circa 96,94%) mentre il comparto azionario vale € 8.653.200 (circa 3,06%).

Gli aderenti al Fondo sono 6.795: 160 hanno scelto il solo comparto azionario, 5.942 il comparto assicurativo e 693 hanno posizioni in entrambi i comparti.

Il comparto assicurativo ha registrato un rendimento lordo del 3,25% (rendimento netto 2,17%), mentre il comparto azionario ha segnato un rendimento netto del 5,98%; è importante ricordare che il comparto azionario non offre garanzie di rendimento e può quindi oscillare.

I versamenti complessivi al Fondo nel 2025 sono stati € 27.957.596 (+€ 1.703.444; +6,49% rispetto al 2024). Le richieste di anticipazione sono aumentate, raggiungendo € 6.299.465 nel 2025 (da € 4.529.946 nel 2024).

Sotto il profilo delle condizioni operative, la nuova convenzione decorrente dal 1° gennaio 2026 prevede una riduzione del caricamento sui premi versati, che passa dallo 0,80% allo 0,70%. È stato inoltre introdotto un caricamento dello 0,70% per le operazioni di switch dal comparto finanziario a quello assicurativo. Sono tuttavia previste delle eccezioni con aliquota ridotta allo 0,30% nei seguenti casi: in occasione del primo switch volontario e per gli switch finalizzati all'erogazione di prestazioni pensionistiche o della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

Infine, l’Assemblea ha deliberato la nomina del nuovo revisore contabile individuato tramite gara di Gruppo (aggiudicata a Deloitte) e ha preso atto delle dimissioni di un consigliere, avviando la procedura per la sua sostituzione.

Su Cassa ed Alma riteniamo necessario un cambio di rotta immediato. La gestione attuale, priva di un reale coinvolgimento di tutte le Organizzazioni Sindacali, sta portando a decisioni che erodono il patrimonio e la qualità delle prestazioni.

Senza un'inversione di marcia e un confronto serio con chi rappresenta i lavoratori, il rischio è l'impoverimento definitivo delle tutele reali. Non resteremo a guardare mentre anni di mutualità e solidarietà vengono messi a rischio da scelte gestionali miopi. Chiederemo con forza un tavolo di confronto per rimettere al centro le reali necessità dei lavoratori e garantire che ogni euro versato torni sotto forma di assistenza sanitaria efficiente e accessibile.

Milano, 08 maggio 2026